Caffè Europa della Università Libera per Tutte le Età
Uno spazio di Fuoricentroscampia per la cittadinanza europea

Mar
29

Sabato 26 marzo 2011 si è tenuto presso la sala teatro dell’Istituto Alberghiero “Vittorio Veneto”  il quarto incontro di Caffè Europa dell’Università Libera per Tutte le Età.

All’incontro con le studentesse e gli studenti dell’alberghiero e delLiceo Elsa Morante hanno partecipato:

Gennaro Sanges, che ha tenuto una lezione su “Costituzione italiana, lavoro, Europa”.

Marialuisa Vacca, dirigente del servizio CEICC del Comune di Napoli che ha illustrato le opportunità per i giovani offerte dallo “sportello” per l’Europa da lei diretto.

Patrizia Palumbo,Presidente dell’Associazione Dream Team-donne in rete e due giovani sue collaboratrici, Fabiana Romano e Sara Di Somma, hanno tenuto un intervento sulla genesi e lo sviluppo dei diritti della cittadinanza femminile nell’ordinamento italiano e comunitario.

Gennaro Sanges

Marialuisa Vacca

 

 

 

 

Sara Di Somma e Floriana Romano

Patrizia Palumbo

Gen
24

L’Europa è sicuramente tante cose. Ma tra queste non può non prendere posto anche la Shoah. Senza il suo ricordo, la identità di noi europei sarebbe monca e falsa. (Ernesto Mostardi)

L’EUROPA E IL GIORNO DELLA MEMORIA

Il 27 gennaio 2005 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione 1 con la quale impegna tutti gli Stati dell’Unione a fare del 27 di gennaio di ogni anno una giornata dedicata al ricordo dell’Olocausto.

SHOAH

Il 27 gennaio 1945, infatti,  fu liberato il campo di sterminio di Auschwitz in Polonia.

Quella data, oggi,  è stata assunta come  simbolo, come occasione per condannare ogni forma di razzismo.

L’Europa ha scelto di non dimenticare.

L’Europa ha scelto di fare di quel tragico evento uno dei presupposti della propria identità.

Il fatto che tutti i rappresentanti dei 25 Paesi (oggi i Paesi aderenti all’Unione sono 27) che siedono nel parlamento (si sono astenuti solo 10 deputati, mentre i sì sono stati 617), siano pervenuti ad una comune lettura del proprio passato, qualunque sia stato il ruolo del proprio Paese di origine rispetto all’Olocausto (chi l’ha provocato, chi è stato complice, chi ha finto di non vedere), costituisce un dato storico di eccezionale importanza.

L’Europa, oggi, sceglie di non chiudere gli occhi, di non negare, di non nascondere, di non  ridimensionare quello che fu un genocidio. Il genocidio perpetrato dalla Germania nazista soprattutto a danno degli ebrei.

Ecco, siamo in presenza di un fatto eccezionale che dà conto del valore della coscienza.

Quante volte vi sarete chiesti a cosa serve la coscienza?

In “diretta”, in questi giorni abbiamo assistito ad una delle sue grandi operazioni storiche.

Il Parlamento europeo ha convocato davanti a sé quella lontana esperienza di odio – un odio elevato a sistema – e nel momento stesso chiama a giudizio l’esperienza dell’Olocausto,  si costituisce  davanti ad esso, anche un’altra cosa: la  coscienza dell’Europa, la coscienza degli europei.

Proprio nel momento in cui l’Europa sceglie di fare del punto più basso della sua storia il punto sul quale piantare una pace duratura essa nasce come coscienza, come coscienza europea.

Non dimenticare per non ripetere.

1 una risoluzione definisce indirizzi e orientamenti su specifici argomenti

——-

IL RICORDO DELLA  SHOAH: UN MODERNO RITO CIVILE DA CELEBRARE

Di Ernesto Mostardi

Il Parlamento italiano con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 ha istituito la celebrazione del ““Giorno della Memoria”. Con questa legge la Repubblica Italiana fa del 27 gennaio un  giorno da dedicare al ricordo della Shoah ( o anche Shoa, che in lingua ebraica significa “distruzione” o “desolazione”, o “calamità”). In quella data, nel 1945,  le truppe sovietiche abbatterono i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz in Polonia.

Il Parlamento europeo, a sua volta, il 27 gennaio 2005 ha approvato una risoluzione con la quale impegna tutti gli Stati dell’Unione a fare del 27 di gennaio di ogni anno una giornata dedicata al ricordo dell’Olocausto (dal greco holokauston, che significa “tutto bruciato”, “rogo sacrificale offerto a Dio”).

La data del 27 gennaio, quindi,  è stata assunta, in Italia ed in Europa,  come  simbolo ed occasione per condannare ogni forma di razzismo.

L’Europa ha scelto di non dimenticare. Non dimenticare per non ripetere quanto è accaduto nel cuore della sua civiltà meno di 70 anni fa. L’Europa, ha  scelto di non chiudere gli occhi, di non negare, di non nascondere, di non  ridimensionare quello che fu un genocidio. Il genocidio perpetrato dalla Germania nazista soprattutto a danno degli ebrei.

Quello che le istituzioni nazionali e sovranazionali ci chiedono è di compiere un rito. Un rito civile per i motivi appena descritti.Certo si può dubitare della utilità dei riti e della loro ripetitività.

Ma colui che  si colloca da questo punto di vista è certo di non aver mai  celebrato il proprio e gli altrui compleanni ed onomastici, di non  sedere a tavola con amici e parenti ad assaggiare le consuete pietanze la sera del  24 dicembre di ogni anno,  di non fare un salto in chiesa di tanto in tanto o di non recarsi al cimitero a commemorare i cari estinti, ecc, ecc.?

Se poi taluno è ben consapevole della sua contraddizione e il suo problema non è il rito in genere, ma è proprio il rito civile della memoria dell’olocausto, allora, noi altri abbiamo un motivo in più per non dimenticare e continuare a condannare.

——–

Testo della legge italiana

Legge 20 luglio 2000, n. 211

“Istituzione del “Giorno della Memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti”

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000

Art. 1.

1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Art. 2.

1. In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinchè simili eventi non possano mai più accadere.

Gen
24

Il Terzo incontro di “Caffè Europa” della Università Libera per Tutte le Età si è tenuto presso il Teatro Area Nord di Napoli. Qui, alcune classi di alunni del Liceo Elsa Morante e dell’Istituto Alberghiero “Vittorio Veneto”, accompagnati da loro insegnanti hanno visto lo spettacolo teatrale “Lo sguardo obliquo” in occasione della “GIORNATA DELLA MEMORIA”.

Gen
15
Il prossimo incontro di “Caffè Europa dell’Università Libera per Tutte le Età” si terrà il 24 gennaio 2011 presso il TEATRO AREA NORD.
In questa occasione “LIBERA SCENA ENSEMBLE” offrirà, agli studenti che prendono parte all’attività, lo spettacolo
LO SGUARDO OBLIQUO
liberamente tratto da: “La Specie Umana” di Robert Antelme e
“Il Dolore” di Marguerite Duras

con Paolo Cresta, Irene Grasso, Lello Serao, Alessia Sirano

regia Lello Serao

Scheda
l Giorno della Memoria si celebra nel ricordo degli orrori che segnarono il dominio nazi-fascista in Europa, quasi sempre lo sguardo è orientato verso il popolo ebraico che di quegli orrori fu la vittima prescelta, ma quei drammatici avvenimenti hanno avuto altre vittime, nell’Olocausto si sono intrecciati destini diversi, si sono mischiate storie e vissuti di uomini e donne che mai avrebbero immaginato l’orribile inferno in cui altri uomini li avrebbero condannati.
Robert Antelme, detenuto politico, trascorre otto mesi in un Lager senza camere a gas né forni né esecuzioni di massa. L’angolo visuale è diverso da quello dei deportati ebrei, ma il dato di partenza è lo stesso: il bisogno vitale di raccontare e la difficoltà a mettere per iscritto l’inconcepibile.
Abbiamo scelto di raccontare l’orrore attraverso il libro di Antelme  “La specie umana” perché in esso oltre all’ attenzione ossessiva ai dettagli, vi è una visione minuta ma mai compiaciuta dell’orrore e della degradazione umana, figure nobili o abiette di compagni e aguzzini campite su uno sfondo di desolazione.
Antelme ha accesso a due tipi di sguardo: lo sguardo d’aquila di chi nei momenti di tregua riesce persino a vedere dall’alto la propria condizione avvilente e la geometria dei rapporti di forza, e poi lo sguardo del topo, ricacciato al fondo dello scoraggiamento e dell’annientamento fisico.
Alla fine quando non sembra più esserci rimedio alla morte dal tunnel si affaccia la luce  e …”Quello che so, è che non posso più camminare e cammino” ed è allora che si comprende che l’indistruttibilità della specie umana si può affermare solo dopo aver attraversato tutta quanta la linea d’aria del male.
Fa da contrappunto alla voce di Antelme “Il Dolore” di Marguerite Duras, l’attesa che indurisce il viso e sconvolge l’anima, l’attesa di chi non si rassegna all’oblio e che nel momento del ritrovamento in una Parigi dove sfilano in una strana coreografia patronesse e colonnello, funzionari e politici corrotti, un ministero per il rimpatrio, i discorsi di de Gaulle si affaccia “una forma sul divano” che lotta contro la morte e che …. “Mi guarda, sorride. Si lascia guardare… Si scusa di essere ridotto così, un rifiuto”  quasi il riflesso della spessa notte dalla quale era uscito, e che non avremmo conosciuto mai.
Fra buoni e cattivi, giusti e ingiusti, vittime e carnefici, – il male, o un tocco di grazia, si insinua a dispetto delle frontiere, sotto le apparenze. È questo, mi sembra di capire, che rende la vita impossibile, la scrittura della vita deliziosa.
Dic
28

il prof. Umberto Ranieri, La sapienza, Roma

L'attore e regista Lello Serao e il prof Ernesto Mostardi

Lello Serao

Di seguito alcuni momenti dei primi due incontri con le studentesse e gli studenti di Scampia dell’Istituto Alberghiero Vittorio Veneto e del Liceo Elsa

27 nov 2010 1° incontro Istituto Alberghiero

1° incontro 27 nov 2010 prof Carlo Antonelli Dirig Scolastico Liceo Elsa Morante

1° incontro 27 nov 2010

1° incontro 27 nov 2010 Salvatore Tofano, in arte Stof presenta alcune vignette di Susetta Spinola di Scampia

il regista Carlo Luglio introduce al suo film "Sotto la stessa luna"

1° incontro 27 nov 2010

1° incontro 27 nov 2010 un gruppo di alunni

Morante.

Dic
10

Welcome to WordPress.com. This is your first post. Edit or delete it and start blogging!